Un’esperienza intima e sospesa, pensata per essere vissuta senza fretta, dove il confine tra scena e platea si dissolve lentamente.
Le performance emergono tra i tavoli come apparizioni o lontani ricordi:
figure che attraversano lo spazio con naturalezza, gesti minimi, sguardi, frammenti di canto o movimento che non interrompono il flusso della serata, ma lo accompagnano.
Ogni intervento è pensato per dialogare con l’ambiente, con il pubblico e con il tempo condiviso.
Cabiria non impone un centro, ma crea una costellazione di momenti.
Invita a osservare, a lasciarsi sorprendere, a cogliere dettagli che affiorano e scompaiono, come in un sogno che non ha bisogno di essere spiegato.
Ideato per ristoranti, cabaret e sale cinematografiche, Cabiria trasforma la cena in un racconto sensoriale, dove convivialità e performance convivono in equilibrio.
La distanza tra chi guarda e chi agisce si accorcia, dando vita a un’esperienza delicata, avvolgente, profondamente umana.
Cabiria è una presenza discreta che resta.
Un’immagine che riaffiora, un’atmosfera che accompagna, un ricordo che continua a vibrare anche dopo.








